Eurispes
Rapporto Italia 2013
1020 p.; 55 €
L’Italia del "presentismo" secondo il 25° Rapporto dell’Eurispes
DUBBIO/CERTEZZA¸ FINANZA/ECONOMIA¸ DENTRO/FUORI¸ REALTÀ/RAPPRESENTAZIONE VECCHIEZZA/GIOVINEZZA¸ CRESCITA/SVILUPPO… sono queste le sei dicotomie tematiche¸ illustrate attraverso altrettanti saggi e accompagnati da sessanta schede fenomenologiche¸ attorno alle quali è stato costruito il Rapporto Italia 2013 dell’Eurispes presentato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma giovedì 31 gennaio 2013.
“Il Paese è completamente ripiegato sul suo presente. Si è operato affidandosi al giorno per giorno¸ con risposte parziali¸ spesso improvvisate¸ con misure utili al massimo a tamponare qualche falla. Il nostro ormai è un Paese prigioniero del suo presente e il “presentismo” è diventato la nostra filosofia di vita.” E’ con queste parole che il Prof. Gian Maria Fara¸ Presidente dell’Eurispes¸ ha presentato una ricerca sociale che mette in evidenza un’Italia al centro di una crisi insieme politica¸ economica e sociale.
Il 2013 segnala un ulteriore peggioramento del giudizio degli italiani nei confronti della politica e delle Istituzioni e un grado di sfiducia che sale dal 71¸6% del 2012 al 73¸2% di quest’anno; un’insoddisfazione che non ha precedenti nella storia recente italiana e una distanza quasi incolmabile dei cittadini dalle Istituzioni della Repubblica¸ ma anche dai partiti¸ dai sindacati¸ dal mondo imprenditoriale.
Dall’altra parte¸ si registra invece il riconoscimento pressoché unanime nei confronti delle Forze dell’ordine e del volontariato. Nonostante il lieve calo registrato quest’anno¸ le associazioni di volontariato con il 75¸4% di fiducia degli intervistati restano sempre una delle Istituzioni più amate dagli italiani che riconoscono nella maggioranza dei casi l’impegno¸ il lavoro e i risultati ottenuti sul territorio a sostegno delle fragilità sociali e del disagio. Un significativo aumento della fiducia dei cittadini viene registrato solamente per le associazioni dei consumatori¸ passate dal 52¸1% del 2012 al 63¸8% del 2013.
Il Rapporto conferma la visione assai fosca e pessimista della condizione economica del Paese¸ che ormai i mass media offrono da qualche anno e che¸ secondo l’Eurispes¸ è destinato a peggiorare ancora nel 2013. Il disagio economico delle famiglie si è¸ infatti¸ aggravato per il 70% degli italiani; il ricorso ai propri risparmi per far fronte alla crisi e la sindrome della quarta settimana riguardano ormai 3 italiani su 5. La perdita del potere d’acquisto è una realtà per 7 italiani su 10 e costringe al taglio di molte voci di spesa. Il dato più inquietante è quello dell’incertezza: oltre la metà del campione afferma di non essere più in grado con il proprio lavoro di sostenere adeguatamente il nucleo familiare (53¸5%)¸ né tanto meno si sente di poter fare progetti per il futuro (64¸1%).
Sul versante sociale¸ si conferma una certa distanza tra cittadini e politica: dove¸ infatti¸ i primi avrebbero già scelto¸ in maggioranza dichiarandosi favorevoli sulle grandi questioni etiche (divorzio breve¸ pillola del giorno dopo¸ coppie di fatto¸ fecondazione assistita¸ vivisezione¸ eutanasia e testamento biologico)¸ la politica tentenna¸ non prendendo decisioni.
Il Rapporto fotografa¸ inoltre¸ la situazione di anziani¸ donne¸ giovani¸ immigrati e disabili rappresentate come categorie¸ tra le più deboli¸ sulle quali la crisi si rovescia facendone sentire gli effetti peggiori.
Infine¸ in controtendenza con le riflessioni dell’anno precedente la classe dirigente italiana è dipinta come all’altezza delle sfide che l’attendono¸ sebbene “per il cambiamento sono indispensabili l’impegno e la partecipazione dei cittadini. Di tutti i cittadini…”¸ come sostiene il presidente Fara¸ nella sua nota introduttiva. Peccato¸ però¸ che il Rapporto non indaghi il tema della partecipazione in nessuno dei suoi capitoli...forse¸ la si può considerare rimandata ad edizioni in cui il quadro strutturale si presenterà meno problematico.