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Le storie

Michele ha tre anni. Gli occhi luminosi e il sorriso vivace fanno di Michele un bambino speciale. Figlio di un'immigrata rumena di nome Mihaela, viene alla luce in Italia nel 2004 e trascorre con la madre un breve periodo in una casa famiglia. Quando l'Associazione conosce Mihaela e Michele il bambino ha sei mesi, vengono aiutati e seguiti dall'Associazione che però, per un periodo perde di vista entrambi. In questo frangente la mamma decide di dare in affido il bambino, attraverso i servizi sociali, ad una famiglia italiana che lo ha cresciuto in maniera egregia. Michele ora è stato restituito alla madre grazie anche all'intervento diretto de "La Rosmarina", che continua a prendersi cura di lui e della sua mamma che oggi purtroppo ha seri problemi di salute.
Coccolato da tutti come un fratellino, è diventato in poco tempo la mascotte dell'Associazione, e grazie all'aiuto delle persone del quartiere, delle volontarie della nostra o.n.l.u.s, senza dimenticare le sue maestre d'asilo che per Michele hanno dimostrato un affetto speciale, il futuro di questo bambino si profila oggi più sereno.

Pat ha lasciato la Nigeria quasi dieci anni fa per raggiungere suo marito, immigrato in Italia, e qui sono nati i loro bambini Godswill, letteralmente "volere di Dio", e Sabrina che oggi hanno rispettivamente nove e sei anni e godono della cittadinanza italiana. All'inizio, questi bambini dallo sguardo straordinariamente espressivo e dalla risata coinvolgente, vivevano sulla Cassia, e ogni mattina uscivano di casa alle cinque, con il buio, per raggiungere la lontana scuola statale. Dopo lo sfratto però, è andata anche peggio, perché Pat e i suoi bambini hanno dormito per strada, alla stazione, "sotto i ponti", ricorda lei con rabbia e sconforto. Tra le tante persone che li hanno aiutati, due anni fa hanno conosciuto Marinella e la sua Associazione, che ha trovato una sistemazione più vicina alla scuola dei bambini, e un lavoro per Pat: ora vivono nella casa-famiglia della Caritas, dove però non è possibile ospitare anche il padre.
Ogni giorno si presentano nuovi problemi burocratici ed economici, e "La Rosmarina" rimane accanto a questa famiglia per accompagnarla sulla strada verso il ricongiungimento familiare e la piena dignità di cittadini. Da poco hanno trovato un appartamento a Palestrina e finalmente il nucleo familiare si è ricomposto.

Santina è maestra d'asilo, amica dell'Associazione e delle altre volontarie da alcuni mesi, collabora con "la Rosmarina" con l'assistenza alle ragazze-madri, attraverso attività ricreative per i bambini del quartiere e con un importante sostegno materiale alla nostra o.n.l.u.s.: un impegno che coinvolge tutta la sua famiglia nella raccolta di abiti e giocattoli.
Inoltre la storia di Santina e di Massimo, il bambino che lei e suo marito Claudio hanno adottato quando aveva appena ventisette giorni, ne fanno un esempio di generosità e amore.
Con grande intelligenza e sensibilità i genitori di Massimo, che oggi ha quattro anni e mezzo, hanno scelto di non nascondere la verità al loro bambino, che crescendo capirà sempre meglio la differenza tra la sua mamma "di pancia" e Santina, la sua mamma "di cuore", e sarà in grado di apprezzare ancora di più l'amore e la sincerità delle persone che hanno scelto di crescerlo e sostenerlo.

Luiza, quindici anni, è partita da Costanta, Romania, il 18 settembre 2007, per raggiungere sua madre Mihaela e il suo fratellino italiano, Michele, che non aveva mai conosciuto. Con il suo italiano ancora un po' stentato, sostituito a volte da qualche espressione in spagnolo, imparato grazie alla tv, questa giovane adolescente racconta la vita in Romania con la nonna, dopo la partenza della madre per l'Italia, quattro anni fa, e la nuova vita nella Casa dell'Associazione qui a Roma nelle vicinanze del Villaggio Breda.
Appena arrivata in Italia, grazie alle pratiche di ricongiungimento familiare avviate dall'Associazione, Luiza ha dovuto fare i conti con la malattia di sua madre e con il difficile rapporto, ancora tutto da costruire, con un fratellino appena conosciuto. Ora frequenta un istituto superiore di ragioneria, e ogni giorno il suo italiano migliora grazie alle nuove amicizie e alla sua inarrestabile volontà di mettersi in pari, di trovare un posto in questa società da cui si aspetta molto: Luiza sogna di fare la cantante. Per ora è contenta di aiutare l'Associazione come volontaria.

Arrivati nel nostro paese quattro anni fa, Liliana e Ilia, rumeni, hanno scelto di far nascere qui il loro bambino, Massimo.
Stabilmente residenti in Italia, si sono integrati nel quartiere alla perfezione e ormai si sentono a casa: dopo che la nostra o.n.l.u.s. ha trovato ad Ilia un posto fisso come autista di camion, Liliana si è potuta dedicare alla cura della casa e alla crescita del bambino, portando avanti una vita modesta ma dignitosa, con il costante supporto delle volontarie de "La Rosmarina", che riforniscono regolarmente la famiglia di abiti, cibo, e giocattoli per il bambino.
Oggi Ilia lotta contro una malattia, e da mesi si sottopone a cure intense, con il coraggio e la forza che solo il sorriso di Massimo e l'amore della sua compagna possono dargli.

Tania viene da una paesino nei pressi di san Paolo, in Brasile, chiamato Minas Gerais, dove ha lavorato per molti anni come parrucchiera. Lì, ventuno anni fa, ha dato alla luce il suo primo figlio Thiago, ma è soltanto da pochi mesi, nel giugno del 2007, che ha potuto riabbracciarlo, grazie all'aiuto della Rosmarina.
Ambra, la seconda figlia, è nata in Italia tredici anni fa, da padre italiano ed è qui che vive la sua prima infanzia. Nel 2001 Tania e sua figlia tornano in Brasile, e rimangono lì per cinque anni, prima di trasferirsi stabilmente a Roma, nel 2006.
Questa meravigliosa famiglia, finalmente riunita dopo tanti anni, vive adesso nella Casa dell'Associazione "la Rosmarina": Tania ha trovato lavoro in un condominio; Thiago, che ha lasciato l'università di San Paolo, sta studiando la nostra lingua per poter riprendere gli studi al più presto; mentre Ambra frequenta le scuole medie, ed è seriamente intenzionata a diventare un medico. Entrambi aiutano a loro volta l'Associazione con il loro servizio di volontariato.

L'amicizia fraterna che lega Ambra, Alex, Luiza e Thiago, merita un discorso a parte. Uniti dal comune passato duro, e dalle presenti difficoltà quotidiane di sradicamento e integrazione, questi ragazzi formano una famiglia a se stante: vivendo insieme nella Casa dell'Associazione questi giovani hanno sviluppato un senso di solidarietà e d'empatia difficile da trovare in ragazzi così giovani e in età così diverse tra loro.
Luiza, arrivata da pochi mesi, ha trovato in Ambra un'amica sincera e disponibile con cui confrontarsi e confidarsi, mentre Thiago, il più grande, sensibile e generoso, aiuta molto l'Associazione come volontario, è un vero punto di riferimento per il gruppo e, in cambio, i più giovani lo aiutano con l'italiano!
Un'esperienza di formazione, la convivenza, che farà di questi ragazzi dei cittadini aperti allo scambio e a culture diverse, e rafforza allo stesso tempo il senso d'appartenenza ad un paese e ad una città, Roma, che sentono ogni giorno di più come la loro vera casa.



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