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Progetto FAMI Castle: social care ed empowerment di rete

Secondo appuntamento di presentazione dei Partner   31/08/2020


Il nostro percorso alla scoperta degli attori del progetto Fami Castle prosegue con la presentazione della seconda associazione partner: dopo l’IPF Albano Ariccia‚ conosciamo meglio l’Associazione Tuscolana Solidarietà grazie alla collaborazione della coordinatrice Annalisa Todisco.

Come nasce l’Ats e di cosa si occupa?

“L’ Associazione Tuscolana Solidarietà (ATS) è un’organizzazione di volontariato che dal 2003 opera sul territorio dei Castelli Romani‚ con sede a Grottaferrata‚ per dare risposte e supporto alle diverse forme di fragilità e disagio sociale e mentale (nuove povertà‚ anziani‚ vittime di usura e della tratta‚ donne sole‚ immigrati‚ persone con difficoltà). La sua mission è l’inserimento sociale attivo e l’empowerment della persona‚ nel rispetto della dignità. Per questo‚ oltre alla raccolta e distribuzione di beni di prima necessità‚ ATS interviene nel campo dell’inserimento lavorativo (sportello lavoro con accompagnamento e monitoraggio)‚ della formazione (corsi per assistenti familiari‚ formazione dei volontari nei servizi di salute mentale‚ formazione all’intercultura)‚ della mediazione culturale (nelle scuole‚ nella sanità) e della tutela legale (avvocato‚ consulente del lavoro‚ pratiche di invalidità ecc.).

La nostra associazione fa parte della Consulta del Disagio Mentale RM6‚ è iscritta all’albo nazionale delle associazioni che operano sull’immigrazione e nel contrasto della tratta degli esseri umani‚ nonché all’UNAR (ufficio Discriminazioni Razziali). E’ ente di accoglienza per soggetti sia in “messa alla prova” che per “Lavori Socialmente Utili”‚ oltre che per persone con disagio mentale in borsa lavoro.”

Parliamo del progetto Fami Castle: Cosa vi ha spinto a partecipare e quali sono‚ secondo voi‚ i punti di forza del progetto?

“Abbiamo aderito con entusiasmo all’iniziativa del progetto Castle: nel nostro percorso‚ ascoltando le storie individuali nel nostro sportello di segretariato sociale e attraverso i nostri mediatori culturali nelle scuole‚  ci siamo infatti resi conto di quanto siano “invisibili” le persone e le famiglie in condizioni di disagio psicosociale‚ delle difficoltà della loro presa in carico‚ ancora maggiori nel caso dei cittadini stranieri‚ complicate dalla diversità culturale e dai problemi comunicativi.

Il progetto ci consentirà di raccordarci ancor più proficuamente con i servizi pubblici e con altre organizzazioni del terzo settore sul territorio‚ aumentando la capacità di intervento su questi casi e contrastando allo stesso tempo la marginalità e le tensioni sociali che ne derivano. Inoltre‚ come spesso si è osservato‚ questo sviluppo delle capacità di intercettazione dei bisogni sul territorio potrà andare a beneficio dei servizi per tutti i cittadini.”

Qual è l’attuale stato dell’arte del progetto?

“La nostra associazione ha proceduto‚ insieme alle associazioni partner del progetto‚ alla mappatura delle attuali prassi sul territorio e delle relative criticità e buone pratiche‚ per l’elaborazione di un modello operativo comune. E’ stato utilizzato a tale scopo un questionario frutto del lavoro collettivo tra i diversi partner del progetto; in particolare‚ la nostra associazione si è occupata di mappare le prassi all’interno della ASL‚ da un lato‚ e delle associazioni di migranti e reti etniche‚ dall’altro.

Castle è come un castello che consente di costruire relazioni di rete mettendo a frutto le diverse competenze. Già da ora‚ nella costruzione in progress e partecipata del progetto (dalla conoscenza della realtà esistente‚ alla formazione e quindi all’intervento) siamo coinvolti tutti insieme‚ associazioni‚ istituzioni e servizi pubblici‚ imparando gli uni dagli altri. Sicuramente‚ questa è la marcia in più di Castle.”

Grazie ad Annalisa‚ grazie all’Associazione Tuscolana Solidarietà e buon proseguo di progetto!

Per informazioni: info@associazionetuscolanasolidarieta.it

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