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Castle: social care ed empowerment di rete

Al via il progetto a valere sul fondo FAMI   10/06/2020


Con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia ha preso il via il progetto “Castle: social care ed empowerment di rete” a valere sul fondo FAMI 2014-2020 – OS2- ON3 – lettera j) - “Qualificazione del sistema di tutela sanitaria per i servizi rivolti ai cittadini di Paesi terzi portatori di disagio mentale e/o di patologie legate alla dipendenza” che si svilupperà nel territorio del Comune di Albano Laziale coinvolgendo tutto il Distretto RMH 6.2.

Nato dalla sinergia tra il Comune di Albano Laziale‚ ente capofila‚ e una rete territoriale di partner composta da CSV Lazio‚ ASL ROMA 6 e tre Organizzazioni di Volontariato - Associazione Tuscolana Solidarietà‚ Confraternita di Misericordia di Ariccia e Istituto per la Famiglia- il progetto vuole costruire un’ampia azione di sistema finalizzata al rafforzamento della governance dei servizi socio-sanitari del territorio e all’empowerment di rete degli operatori che sono in prima linea nell’intercettazione e nella gestione delle richieste di aiuto provenienti dai migranti che versano in condizioni di disagio psicosociale e di marginalità.

È proprio sulla crescita della rete territoriale che stanno lavorando in questa fase di avvio tutti gli attori del progetto: partendo dalla mappatura dei servizi presenti sul territorio e dalla raccolta delle procedure e delle modalità operative attuate nei diversi contesti‚ si arriverà quindi alla costruzione di un nuovo modello operativo condiviso‚ che definisca e migliori i processi di accoglienza dell’utente e costruisca competenze e identità professionali integrate e trasversali.

Nell’arco dei 2 anni di attuazione il progetto svilupperà azioni finalizzate allo sviluppo delle competenze e coinvolgerà tutti gli operatori sia pubblici che del privato sociale‚ (Comune‚ ASL‚ Terzo settore)‚ oltre ad insegnanti delle scuole del territorio‚ attraverso percorsi formativi e di capacitazione per sviluppare modalità di lavoro sinergiche‚ condivise e culturalmente competenti nell’ambito del disagio psicosociale dei migranti.

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